I mieli di Dante: come sceglierli e con cosa abbinarli

Dire «miele» è come dire «vino»: non significa quasi niente finché non si dice quale. Fra un acacia e un castagno c'è la stessa distanza che passa fra un bianco leggero e un rosso da meditazione — stesso prodotto, usi completamente diversi.
Qui ce ne sono cinque. Li mettiamo in fila dal più delicato al più deciso, che è l'ordine in cui conviene assaggiarli.
Acacia — il più leggero
Chiarissimo, quasi trasparente, liquido a lungo. Il sapore è pulito e poco invadente: dolcifica senza lasciare firma.
Usatelo quando non volete che il miele si senta: nel tè, in una tisana, in uno yogurt bianco. È anche il miele giusto per chi dice di non amare il miele, perché manca di quel retrogusto che molti trovano stucchevole.
Girasole — il dorato
Giallo pieno, profumo floreale, tendenza a cristallizzare in una crema fine. Nasce dai campi di girasoli, che in Valdichiana d'estate sono ovunque.
Da spalmare. Sul pane, su una fetta biscottata, dentro uno yogurt. È il miele da colazione per eccellenza, proprio perché la cristallizzazione lo rende facile da stendere.
Millefiori — il mutevole
Non è mai due volte lo stesso: dipende da cosa fioriva quando le api raccoglievano. Colore e sapore cambiano di anno in anno, ed è esattamente il suo pregio.
Il tuttofare. Dolci, bevande calde, formaggi freschi. Se ne dovete tenere uno solo in casa, è questo.
Castagno — l'amarognolo
Scuro, denso, con un finale amaro netto che divide le opinioni. Profuma di bosco. Chi lo ama non torna indietro, chi non lo ama lo trova subito troppo.
Sui formaggi stagionati. È qui che dà il meglio: pecorino toscano stagionato, un erborinato, una scaglia di parmigiano. L'amaro taglia il grasso e il sale.
Melata — il più insolito
Quasi nero, densissimo, poco dolce. Non viene dal nettare dei fiori ma dalla melata, la sostanza zuccherina che alcuni insetti lasciano sulle foglie e che le api raccolgono. Il sapore ricorda il malto e il caramello.
Da provare da solo, un cucchiaino, per capire cosa sia. Poi su un formaggio importante, o in un dolce dove serva profondità.
Come si assaggiano
Se ne volete confrontare più d'uno, procedete dal chiaro allo scuro: il castagno dopo l'acacia si sente benissimo, l'acacia dopo il castagno non si sente affatto. Un cucchiaino, a temperatura ambiente, senza pane in mezzo.
Se cristallizza
Non è un difetto, è il contrario: la cristallizzazione è un comportamento naturale di un miele che non ha subito trattamenti. Per riportarlo liquido basta il bagnomaria tiepido, mai sopra i 40 gradi e mai il microonde.
I cinque mieli vengono dall'Azienda Agricola Moretti Dante, dalle stesse colline dove cresce l'aglione.

